.
Annunci online

Minnielaratta Disneyland è meglio dell'Italia
29 dicembre 2011

Il senso del femminismo

Ha senso essere femminista? Si domandava questo in un  articolo, Sen, Stefania Noce, e lo aveva dedicato alle donne che non si erano arrese; era stato scritto poco tempo prima di essere uccisa, il 27 dicembre a Catania, dall'uomo  con cui aveva chiuso una relazione. Lei e il nonno. Una strage familiare. Ci siamo sfiorate su Fb, insieme ad alcuni interessi, ma vivevamo distanti più di mille chilometri ed eravamo divise da un’ intera generazione.

 
Avrebbe potuto essere mia figlia.
 
Era nata verso la fine degli anni ’80, quando ero pienamente convinta che il futuro potesse riservare solo progressi per le donne e per tutti.
 
C’erano state le lotte del movimento femminista negli anni ’70, la legge sul divorzio, la legge sull’aborto, la denuncia delle discriminazioni alle donne, l’abolizione del delitto d’onore, il diritto al lavoro, la tutela delle madri lavoratrici. Si parlava sempre dell’indipendenza e dell’autonomia delle donne, di maternità come scelta e non destino, di desiderio femminile. Ricordo la parola desiderio quanto fosse ripetuta tra le donne.
 
 E negli anni  in cui Stefania muoveva i primi passi, mi ero dedicata a me stessa e ai miei desideri, portandomi a casa esperienze e sconfitte: nel lavoro, in amore, nello studio. Viaggi e sogni.
 
 Poi...
 
Poi sono bastati vent’anni di berlusconismo per cancellare tutto, e la crisi economica tra realtà e alibi sta finendo di divorare le briciole di futuro.
 
Le donne delle generazione di Stefania, oggi rischiano di avere davanti a loro un futuro più vicino al passato di mia madre o di mia nonna che al mio.
 
Dover ricominciare tutto daccapo.
 
Che ne è stato del desiderio femminile? Che ne è stato della maternità come scelta e non destino biologico, che ne è stato del diritto al lavoro, che ne è stato del diritto all’integrità del corpo delle donne, del rispetto della loro soggettività, del diritto ad essere assistite in caso di interruzione di gravidanza in un Paese in cui le untuose ipocrisie dei ginecologi obiettori rispediscono le donne a rischiare la vita con aborti clandestini.
 
Intanto aumenta ogni anno il numero delle donne ammazzate come Stefania, perché la violenza contro le donne, così come quella contro gli omosessuali e gli immigrati sono allevate e nutrite dalla stessa società e cultura italiana, dove i fascismi si rifanno il trucco per cercare di apparire come il rinnovamento della società. Li vediamo ogni giorno inghiottire i nostri diritti e la nostra dignità di cittadine. L’apparenza è diversa ma la violenza è sempre la stessa. E il futuro assomiglia sempre più al passato, ma non mi arrendo anche per quel  futuro che Stefania non ha più.

ottobre        febbraio
in evidenza

29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

chi sono
Minnie la Ratta
Rubriche
diario
I libri per chiarelettere

I nuovi mostri
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

Italiopoli
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

prossimi appuntamenti
Tutti gli appuntamenti
ultimi post
archivio



Blog letto 55580 volte
bacheca