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29 maggio 2010

Il sonno della ragione...

 Oggi, 29 maggio, a Bologna si é svolta la manifestazione del Popolo Viola contro la cosiddetta "legge bavaglio"  che  forse sarebbe più appropriato chiamare legge contro le intercettazioni telefoniche dei criminali. L'appuntamento era in Piazza XX Settembre e alle 15, 30  c'erano appena una cinquantina  di uomini e donne in maglietta viola con la scritta "Viola contro chi vìola" , palloncini viola, cartelloni, e un grande striscione contro la censura.  Alle 17 ci saranno stati circa trecento manifestanti: alcuni venivano da  Firenze, Modena, Ravenna, Trento. Prima che partisse il corteo diretto verso Piazza Verdi ho guardato Bologna con gli occhi di una over quaranta che quella città l'ha guardata con gli occhi di una giovane studentessa universitaria, in anni diversi. Poi la memoria é andata ancora indietro nel tempo a quando le strade e le piazze a fatica contenevano giovani che manifestavano per ragioni che oggi mi sento di giudicare meno importanti.  E così che Bologna mi é sembrata profondamente cambiata: un'altra città.  I manifestanti di fatto  erano  pochi, pochissimi per contestare una legge che é un' aberrazione del diritto e che se approvata  porrebbe limiti inaccettabili alla libertà di stampa e soprattutto bloccherebbe le indagini dei magistrati su politici corrotti o i mafiosi. E quei manifestanti sorridenti che si versavano vino in bicchieri di carta, e  fotografavano i cartelloni, mi sono apparsi ad un tratto come se fossero isolati da lastre di vetro dal resto della città o dell'Italia intera, separati da un denso magma di indifferenza dai passanti che guardavano a malapena quella macchia di colore viola troppo piccola per una piazza di medie dimensioni: uomini e donne diretti verso il centro o la stazione, due ragazze con occhiali alla moda, fasciate in pantaloni aderenti, si lasciano scappare un commento "questi del popolo viola proprio non li sopporto"; una donna sui cinquanta con tacchi altissimi e capelli a spazzola, una ragazza sui ventanni vestita come una bambina di dieci anni con tanto di codini, e vestitino a fiori con pizzo. Un uomo sui quaranta che non si capisce se per provocazione o per reale ignoranza chiede se siamo tifosi della Fiorentina. E altri tanti altri, silenziosi o con pensieri altrove. Altrove. Ho guardato i due pulmini dei carabinieri e della polizia con gli agenti e i militari: troppi invece  per una manifestazione che la prefettura e la questura pensavano probabilmente con molta più affluenza, ma quello spirito di partecipazione dei miei ricordi sta altrove o é in sonno.


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