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10 marzo 2012

Robinson: l’autogol di Luisella Costamagna si chiama Mara Carfagna

http://www.youtube.com/watch?v=53Jbp-2NFCA

Venerdì sera è andata in onda la prima puntata di Robinson, condotto da Luisella Costamagna.
 
  
In studio Mara Carfagna per un intervista che si è trasformata ben presto in un match. L'ex ministra ha preso subito in contropiede Luisella Costamagna rivelandosi un’ avversaria  difficile da mettere in difficoltà.
 
Alle illazioni sull’immagine della donna e sulla carriera fulminea da soubrette a ministra, Mara Carfagna ha risposto usando le dichiarazioni che la stessa Costamagna aveva rilasciato durante una intervista tempo fa: sulle difficoltà di una donna avvenente di imporsi per le qualità intellettuali o professionali e il prezzo dei pregiudizi sessisti.
 
Alla domanda sull’incontro con Berlusconi e l'incarico di ministra, la Carfagna ha risposto malignamente ricordando ancora alcune dichiarazioni fatte dalla stessa Costamagna sull’opportunità professionale ricevuta in passato grazie all’incontro con  Michele Santoro.
 
Allora Berlusconi è stato il suo Santoro? Ha risposto secca la Costamagna in difficoltà. 
 
 
Era fin troppo facile per l’ex ministra immaginare che tipo di domande le sarebbero state poste.
 
 La  Costamagna avrebbe potuto invece  condurre l'intervista sui problemi della condizione delle donne e lo stato delle politiche di genere. A partire dalla affermazione della Carfagna di avere fatto molto sul piano della comunicazione nei media e nella pubblicità per l’immagine delle donne.
 
Ancora oggi non esiste come in Spagna una commissione  che si occupi di verificare che i contenuti della pubblicità non siano lesivi della dignità delle donne.
 
Le  pubblicità che sviliscono le donne possono essere ritirate ma solo dopo la pubblicazione sui media o l'affissione sulle  strade, con una apposita segnalazione allo Iap ( Istituto di autodisciplina della pubblicità).  Ed è come arginare il mare. L’inefficacia dello Iap è palese e non è sufficiente ad arginare le immagini pubblicitarie sessiste, volgari e lesive della dignità delle donne.
 
E ancora avrebbe potuto ricordare a Mara  Carfagna la pessima figura fatta dall’Italia a New York la scorsa estate durante il rapporto della Cedaw , (Convenzione per l’eliminazione delle discriminazioni sulle donne); l’Italia ne è uscita malissimo per la mancanza di politiche efficaci sulla parità di genere e il richiamo fatto al governo italiano di non tutelare abbastanza le donne.
 
 
 Luisella Cosatamagna ha fatto un duplice errore: sottovalutare  e guardare Mara  Carfagna con uno sguardo maschile, cedendo alla tentazione di insistere sulle questioni di morale sessuale che hanno coinvolto l’ex ministra in passato.
 
Piuttosto che fare illazioni e allusioni sull’ascendente esercitato dall’ex ministra sugli uomini, e in particolare su Silvio Berlusconi,  avrebbe potuto chiederle  che cosa ha fatto per le donne durante i tre anni del suo ministero.  Ad essere messa a nudo sarebbe stata  l’inefficacia del suo ministero.
 
Un’occasione sprecata.
 
 

febbraio       
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